Crudo San Daniele

Il prosciutto di San Daniele; Una coscia di maiale può diventare prosciutto di San Daniele solo a tre condizioni:
Le cosce devono provenire esclusivamente da maiali allevati in dieci regioni del centro-nord Italia.
E’ vietata qualsiasi forma di congelamento delle carni, le cosce fresche devono raggiungere rapidamente la cittadina del Friuli collinare per essere lavorate ricreando il ritmo naturale delle stagioni, con l’utilizzo del sale marino, senza l’aggiunta di additivi chimici o conservanti.
Infine è necessario che quanto segue avvenga a San Daniele del Friuli. Si potrebbe definire stagionatura, ma in realtà si tratta di qualcosa di più, che attiene al Genius loci della capitale del prosciutto. E’ la natura a venire in aiuto. Ci vuole l’aria buona che soffia qui, dove i venti che scendono dalle Alpi Carniche si incontrano con quelli provenienti dall’Adriatico, portando sentori resinosi che si mescolano con quelli salmastri in un ambiente dove umidità e temperatura sono regolati dalle terre moreniche e dalle acque del Tagliamento, uno degli ultimi fiumi europei a conservare il suo corso originario. Il segreto sembrerebbe svelato, racchiuso in un termine tecnico, il microclima, ma per capire il Prosciutto di San Daniele si deve andare più in profondità nella conoscenza del luogo e dell’identità dei suoi abitanti che da sempre si occupano di farlo arrivare sulle nostre tavole.

Segni e marchi di garanzia
Il Prosciutto di San Daniele è un prodotto D.O.P.
Lo zampino è il segno distintivo del San Daniele.
Il mantenimento dello zampino fa parte della lavorazione tradizionale di San Daniele del Friuli.
Il marchio del Consorzio viene impresso a fuoco sulla cotenna sotto la supervisione dell’Istituto di controllo dopo aver verificato la rispondenza ai requisiti previsti dal Disciplinare di Produzione.

info; www.prosciuttosandaniele.it

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